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Guido Cosmi è un pittore di lusso che si è dilettato ad
esporre in prestigiose mostre collettive e personali.
Per ottenere una visione nitida delle sue nature morte
sembra metterle in posa sulla luna o nei vuoti siderei.
Ignorando volutamente la presenza dell’atmosfera
Cosmi, con il suo realismo irreale pre o post-moderno,
cioè precedente all’atmosferismo di Leonardo e dopo
quello degli impressionisti, si dona il piacere di fare il
vuoto attorno alle cose.
Si tratta di un realismo in cui le sue opere incalzano la
scena senza subire il degrado dello stemperamento atmosferico.
Quasi come trofei nati per sfidare i secoli.
Nelle sue visioni c’è sempre una luce diffusa, cosmica,
mentale che nel suo realismo irreale sta all’interno degli
oggetti, una luce mai offuscata perché fuori dalla
resistenza dell’aria.
Nel ritorno al pittoricismo, egli imposta il tratto distintivo
del suo disegno con grande perizia e con limpida
chiarezza.
È evidente che il Nostro intende tornare a quel trionfalismo
dei colori classici della tradizione preraffaellita e
ad una estetica in cui l’oggetto bello di natura cerca
nell’arte una accresciuta bellezza.
La sua pittura chiede di essere contemplata nella sua
entità di purezza proprio nel colore, nel disegno e nella
figurazione degli oggetti che assumono un ritorno alla
forma come negazione assoluta dell’informale.
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