Art'in Chiostro


Arte Teramo coglie in questo anno i frutti di un triennio.
Siamo riusciti, dopo varie vicissitudini, a coronare il sogno di un catalogo a colori per la mostra della Madonna delle Grazie.
Questa mostra rappresenta per Arte Teramo un motivo di grande soddisfazione, sia per la maestosità e sacralità del luogo, sia perché per l’Associazione è un momento di verifica del lavoro svolto nell’arco di un anno.
Saluto con grande piacere i vecchi amici e tutti i nuovi, che sono tanti, che hanno voluto scegliere Arte Teramo come il luogo per confrontarsi.
Un saluto e un ringraziamento a Padre Claudio Narcisi che volentieri ci ospita. Un saluto e un ringraziamento a tutti quelli che hanno collaborato in modo attivo alla realizzazione della mostra e del catalogo.
Un saluto e un ringraziamento agli sponsor e in particolare ad Alberto Di Croce che personalmente ha contribuito alla realizzazione del catalogo e della mostra intera.
Infine voglio ringraziare i mass media che, come sempre, ci hanno offerto il loro interessamento.

Guido Cosmi
Presidente Arte Teramo

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Saluto con affetto e gioia gli artisti di “Arte Teramo” che, superando con grinta le tante difficoltà, si sono imposti a Teramo e oltre con le loro opere. Sono un vanto per la città e dovrebbero essere più apprezzati e rivalutati...
L’augurio è di fare sempre più e meglio. La mostra è nata nel chiostro della Madonna delle Grazie e i frati francescani l’accolgono come propria creatura. Il chiostro è la culla ideale; nella sua maestà tanti artisti stanno crescendo e maturando.

IL SANTUARIO NEI SECOLI

Dipendente dalla giurisdizione dell’abate di Montecassino, presso Pastignano di Torricella Sicura (Te), nel 1005, fu fondato il Monastero femminile di S. Giovanni da Scorzone.
Alla dipendenza della Madre badessa di S. Giovanni e sotto la giurisdizione di Montecassino, nel sec. XII, fuori le mura di Teramo, sorse il Monastero di S. Angelo delle Donne.
Mancano elementi per stabilire con esattezza il tipo d’architettura e il tempo della costruzione del Monastero, del chiostro, della sala capitolare e della primitiva chiesa!
Tuttavia gli elementi architettonici (pietra usata e stile) ci fanno risalire alle maestranze cassinesi che, precedentemente, avevano lavorato a Pastignano! Probabilmente la chiesa primitiva era costruita da due navate uguali con coperture a tetto sostenute da massicce colonne con ricchi capitelli dei quali si conservano alcuni reperti. A fianco della chiesa si trova il chiostro con pianta leggermente trapezoidale. Esso è costituito per un lato da una serie di archi a sesto acuto su colonne tozze di pietra e per tre lati da archi semicircolari poggianti su capitelli con foglie di acanto.
Nel complesso si notano chiaramente le trasformazioni avvenute nel tempo successivo. Il loggiato superiore è del sec. XV. Nel sec. XV la città di Teramo, infestata da odi e uccisioni, chiese l’intervento del “famoso” francescano Fra Giacomo della Marca, uno degli esponenti dell’“Ossevanza minorita”.

La venuta del santo nel periodo in cui dominava Francesco Sforza (1438-1443) e poi Alfonso I d’Aragona (1443-1458), fu una vera benedizione: fu bandito l’odio, rifiorirono la giustizia e la pace, furono premesse istituzioni di beneficenza, soccorsi gli ammalati... il tutto secondo la consuetudine dei Minori “Osservanti” seguaci del Poverello di Assisi.
Il popolo teramano, avendo sperimentato i frutti benefici dell’infaticabile Missionario, fece richiesta a Papa Eugenio IV (1431-1447) per avere nel proprio territorio una comunità dei “nuovi missionari della pace”, cioè Frati Minori dell’Osservanza, che in quel periodo si stavano diffondendo in Abruzzo per opera dell’altro grande francescano Giovanni da Capestrano. Tale desiderio fu preso a cuore dal Santo che, insieme a S. Giovanni da Capestrano, si adoperò presso i papi Eugenio IV e Niccolò V (1447-1455).

Il 15 febbraio 1449, delegato da Papa Niccolò V, il vescovo di Penne, Giovanni da Palena, rese esecutiva la Bolla pontifica “Apostilicae nobis iniunctae” e i Frati Minori dell’Osservanza presero possesso della chiesa e del convento di Sant’Angelo delle Donne con il nuovo titolo di Maria Santissima delle Grazie, mentre le vecchie abitatrici, le monache benedettine, furono sistemate in Sant’Anna, entro le mura della città.
La concessione di una grazia così grande da parte del Papa, S. Giacomo la volle accompagnare con un dono altamente significativo (1470-1746): la bellissima e miracolosa statua della Vergine SS.ma delle grazie, scultura lignea, opera finissima di artisti aquilani (?), mèta di tanti pellegrinaggi e punto di riferimento e luogo d’incontro per deporre ai piedi della Madonna ogni forma di odio pubblico o privato per un rinnovato impegno di giustizia e di pace. Il Santuario fu subito al centro dell’interesse di tutti e della stessa vita cittadina religiosa e politica.

La nuova destinazione del monastero e le esigenze logistiche e pastorali dei religiosi portarono inevitabilmente a delle trasformazioni e adattamenti; e così, nell’arco di pochi anni (1465-1475) i vecchi locali delle monache furono ampliati e trasformati, mentre, con molta probabilità, la chiesa fu demolita e ricostruita, in parte cambiandone anche la direzione della facciata ad occidente.

È probabile che in questi anni si ponesse mano alla costruzione del campanile, lasciandolo però incompleto a circa un quarto dell’altezza di quello che si vede attualmente, e che mostra chiaramente di essere stato completato verso la fine del Seicento.


p. Claudio Narcisi
Superiore o.f.m.
Santuario Madonna delle Grazie - Teramo